Gli annunci sono ormai quotidiani e gli ingressi nel Metaverso – reali, sperimentali, progettati o intenzionali – indicano quanto velocemente si allargheranno i confini della competizione globale e quanta eccitazione stia generando il mondo nuovo delle esperienze immersive. I brand di lusso sono stati tra i primi a essersi prontamente attivati. Balenciaga ha creato una divisione e presentato la sua collezione autunnale dentro il video gioco Afterworld. Stefano Rosso ha dato vita ad un’azienda tutta nuova, Brave Virtual Xperience, a cui è affidata la missione di guidare l’ingresso nel metaverso dei brand OTB a cominciare da Diesel e Jil Sander. Nike, in collaborazione con Roblox, una delle più celebri piattaforme di gioco on line, ha creato Nikeland, il suo metaverso, e acquistato recentemente gli RFTK Studios che disegnano e vendono solo sneakers e collezionabili digitali. Burberry, Ralph Lauren, Gucci e Louis Vuitton sperimentano i camerini virtuali, e LVMH, ha creato i primi showroom generando ampie onde di attenzione mediatica, e gestito le prime sfilate virtuali.

Perché succede tutto questo? Perché nel metaverso entreremo con un avatar with style, vestito e accessoriato e con un infinito guardaroba pieno di iconici prodotti digitali? Perché i virtual stores nel metaverso venderanno di più e avranno affitti più ragionevoli di quelli reali? Oppure perché la creazione di prodotti digitali, NFT con autenticità garantita dalla blockchain, promettono costi di produzione irrisori, impatto ambientale zero e margini stellari?

Impressionante anche la progressione dell’industria nascente dell’(Un)Real Estate. Nello spazio digitale si vende ormai di tutto: negozi nei distretti di Decentraland (che hanno nomi epici nativi come Crypto Valley o Dragon City), pezzi di ‘’terra’’ nella Sandbox; case arredate e waterfront a Somnium; appartamenti di prestigio al 100° piano delle Etherium Towers, una esclusiva community di 4.800 proprietari virtuali in formazione. Ma potreste acquistare appezzamenti edificabili su una delle centinaia di isole digitali con lottizzazioni in corso scegliendone magari una tematica, come Gripewine Island, paradiso promesso dei wine lovers di tutto il mondo (bastano 500 dollari, per ora). E se potete investire di più perché non creare un’isola digitale tutta vostra come Paris World, dove si è tenuta una grande festa di capodanno con l’amatissima lady Hilton nel ruolo di disk jockey?

Lady Hilton nel "Paris World"

L’aumento dei prezzi nel mondo del digital real estate è stato vertiginoso: + 500% in sei mesi secondo gli analisti più attenti, la promessa di una mega bolla destinata a esplodere molto presto, hanno sentenziato altri. Anche in questo caso difficile capire ancora quali siano i driver di questa crescita: la vanità, probabilmente. Oppure l’avidità di chi vede anche i metaversi popolarsi di spazi di pubblicità digitale a costi direttamente proporzionali al traffico e al portafoglio dei frequentatori delle nuove location virtuali?

Diverso, e probabilmente davvero promettente, il business del turismo digitale. Immaginate una città reale clonata digitalmente nel metaverso nella sua forma più smagliante: strade pulite, giardini perfettamente curati, tanta luce e niente smog, nè beggars agli incroci. In questa città digitale potete fare molte esperienze di qualità paragonabile se non superiore a quelle reali: visitare un museo con audioguida in 50 lingue, una trentina di percorsi tematici e avatar-ciceroni con il sorriso accattivante; salire su un drone-taxi e godervi in VR una navigazione tra i grattacieli; entrare in una basilica e scegliere quale schola cantorum volete che vi intrattenga; oppure entrare in una scuola di cucina, imparare a preparare due piatti locali ed uscire dalla metaverse city con la sensazione di averli anche assaggiati. Non ci vorrà molto perché questo succeda: le città che hanno annunciato la loro prossima esistenza nel metaverso sono tante, a cominciare da Seoul che è arrivata per prima. E intanto nascono anche i primi metaversi dedicati al turismo come Ariva Wonderland che inizierà a vendere i suoi ‘’terreni’’ a gennaio e promette ai suoi utenti (con un adeguato wallet di cryptovalute) un’esperienza di viaggio di nuova generazione e senza limiti, perchè virtualmente potranno andare ovunque vogliano. Per le agenzie di viaggio virtuali dovete avere pazienza qualche mese, perché stanno arrivando con la stessa rapidità con cui sono comparse nei mesi scorsi le prime agenzie immobiliari del metaverso.

Metaverse-Seoul
Seoul è la prima città ad entrare nel Metaverso.

Non sorprende infine che in un mondo costruito su NFT e cryptovalute si generino infinite opportunità di business per il mondo finanziario. Bank of America ha scelto di usare piattaforme VR per il training dei suoi dipendenti, Paribas BNP offre un’esperienza VR sulla sua App di retail banking, Citi progetta di utilizzare workstation olografiche per l’attività di trading, Eqifi sta lavorando all’emissione di una NFT Card e Mercobank ha annunciato lo sviluppo di servizi di custodia degli asset NFT, che potrebbe anche cominciare a vendere direttamente. Come tutte le banche native digitali – più a loro agio nel cambiamento paradigmatico della Decentralized Finance – Mercobank cerca un ruolo e un posizionamento forte nei Metaversi, una ‘’nuova economia’’ con regole dove nessuno sa ancora chi saprà e avrà il potere di scrivere. Come dicono in tanti è bene però seguire da vicino il nascere di questa nuova economia. Meglio contaminarsi, meglio tenere i big player sotto stretta osservazione, meglio costruirsi radar, antenne e seguire con attenzione gli eventi.

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