Si chiama JAXplus e promette di essere l’alimento funzionale di origine naturale più utile nella cura della sindrome metabolica. Ci sono voluti anni di studi per scoprire il grande potenziale delle fibre solubili, in particolare di arabinoxilani e betaglucani, nella moderazione dell’assorbimento glicemico e quindi dei suoi picchi postprandiali, rischiosi non solo per chiabbia un diabete conclamato di tipo 1 o 2 , maper chiunque abbia, anche solo potenzialmente,un deficit di produzione dell’insulina e un conseguente rischio di insorgenza di patologie diabetiche: Il 9,3% della popolazione adulta mondiale secondo i più recenti studi dell’IDF, oltre 1.5 mlddi persone se si aggiungono i bambini e gli adole-scenti sotto i 20 anni.

Heallo ha dedicato anni di impegno e ricerca per provare gli effetti benefici di queste fibre solubili, in collaborazione con il Dipartimento di Biologia e Biotecnologie ‘’Lazzaro Spallanzani’’ dell’Università di Pavia, sviluppare e brevettare il processo industriale per estrarle dagli scarti della trebbiatura, costruire l’impianto nelle vicinanze di Lodi in Lombardia e iniziare a produrre JAXplus in quantità sufficienti perché l’industria alimentare italiana possa considerarne i potenziali benefici. Non solo quella dolciaria ma anche quella che produce tutti i carboidrati che mangiamo, pane e pasta in primis.

“Siamo arrivati fin qui da soli e con le nostre forze” – dice con orgoglio Francesca Varvello, Amministratore Delegato di Heallo, la start-up biotech pluripremiata a cui dobbiamo un’altra convincente evidenza di quanto roseo possa essere il futuro della nutraceutica italiana. Alimenti e integratori naturali per il benessere dell’organismo, nel rispetto dell’ambiente. La missione di Heallo è tutta in queste parole e vale la cittadinanza effettiva nel mondo dello spreco zero e dell’economia circolare. “La nostra famiglia ha posseduto mulini per cinque generazioni” – amano ricordare sia Fran-cesca che il padre Franco – e proprio negli anni ’90, quando tutto doveva essere bianco e raffinato, abbiamo cominciato a riflettere su quello che stavamo scartando ed eliminando, chiedendoci cosa stessimo togliendo di utile e necessario dalla alimentazione, che da almeno 30.000 anni, aveva sostenuto la razza umana. 

Abbiamo cominciato imparando ad estrarre l’olio dal germe di grano, utilizzato oggi soprattutto dall’industria cosmetica, approfondendo poi tutta la letteratura scientifica sull’estrazione delle fibre solubili. Da allora non abbiamo mai smesso di fare ricerca su cosa possa essere utilmente recuperato dagli scarti della produzione agricola ed alimentare”. Il primo prodotto sul mercato? Sarà uno zucchero, sì quello che mettiamo nei dolci e nel caffè, ma uno zucchero speciale che grazie agli arabinoxilani estratti dagli scarti di lavorazione della barbabietola e di altri cereali, ridurrà di quasi il 50% il picco glicemico in fase digestiva, moderando la produzione di insulina, lo stress sul pancreas, e i rischi prodotti dall’insulino-resistenza sul sistema cardiovascolare.

Il passo successivo sarà rendere disponibile JAXplus in bustine, da prendere prima dei pasti. Non per assolversi prima di mangiare una Sachertorte da soli, ma semplicemente per stare meglio, digerire meglio, magari riducendo non solo gli zuccheri nel sangue, ma anche il proprio peso. Ma aspettatevi di vedere presto sugli scaffali del vostro supermercato anche pasta, crackers, grissini, gelati, caramelle e cioccolato con JAXplus aggiunto. E se avete un genitore diabetico e goloso dotato di misuratore di glicemia, provate da soli e in anticipo il potere di JAXplus acquistando i prodotti test della azienda lodigiana sul sito JAXplus.it.

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