Flexiveg per sempre

Flexiveg per sempre è la via da seguire. 

Gli italiani stanno cambiando il modo di alimentarsi, scoprono nuovi regimi, provano cibi esotici e approfondiscono sempre di più il vegetarianesimo e il veganesimo.
Nel 2020 l’8,9% degli italiani mangia “verde”. Di questi il 6,7% è vegetariano mentre il 2,2% vegano. Secondo il 32esimo rapporto Eurispes, vegetariani e vegani sono in aumento rispetto agli scorsi due anni. Tra le motivazioni alla base della scelta soprattutto la salute, il benessere (23,2%) e l’amore e il rispetto nei confronti del mondo animale (22,2%).
La dieta non comprende solo frutta e verdura, o alternative alla carne come tofu e seitan, ma anche i cibi plant based: prodotti innovativi analoghi della carne che ne riproducono il sapore e la texture ma che sono interamente vegetali, quindi più sani e con minore impatto ambientale. Le carni plant based sono un mercato che vale oggi già 4,6 mld di dollari a livello globale e supererà i 6 mld entro quattro anni, con la quota di mercato maggiore (39%) in Europa.

 

La riduzione del consumo di carne a favore di alimenti di origine vegetale è irreversibile. La cultura di pochi è diventata la scelta quotidiana della maggioranza di noi. 

I SEGNALI FERTILI CHE ABBIAMO REGISTRATO

CREATIVITA' VEGANA
A PICCADILLY CIRCUS

Gli attivisti di PETA hanno occupato la piazza più famosa di Londra per una street action di promozione della dieta vegana ripresa dai media di tutto il mondo. Come in una “scena del crimine” si sono sdraiati dentro sagome di animali disegnate a terra, con cartelli di denuncia contro il maltrattamento degli animali nell’industria alimentare.

LO CHEF TESTIMONIAL
DEL KEBAB PLANT-BASED

Chef of the year 2016, premiato con 2 stelle Michelin, il 34enne cuoco svizzero Nenad Mlinarevic diventa testimonial di Planted e promuove il Kebab plant based. Per i giornalisti di Wired, che lo hanno provato nei negozi della catena Kebhouze di Milano, il Kebab plant-based è più delicato, meno speziato di quello tradizionale mediorientale.

IL SINDACO DI NEW YORK
RIFORMA LA DIETA SCOLASTICA

Il nuovo sindaco di New York, Eric Adams, diventato vegano per curare il diabete e per le sue convinzioni eco-animaliste, ha predisposto l’eliminazione delle carni lavorate dalle mense di tutte le scuole pubbliche, ad iniziare dagli hot dogs. Ha anche scritto “Healthy at Last”, un libro in cui racconta la sua cura e suggerisce oltre 50 ricette di cucina vegana.

STORIE DI IMPRESE CHE ANTICIPANO IL FUTURO

Destinati a rappresentare almeno il 10% del consumo di carni entro il 2035, per un valore di mercato vicino ai 300 mld di dollari, i surrogati della carne a base vegetale stanno rivoluzionando tutti i settori agroalimentari. Ma gli annunci di nuove iniziative e nuove ventures vegane sono continui, come dimostrano le segnalazioni che seguono:

  • Heura Food – Hamerica’s, ha aperto il primo locale 100% plant based nel centro di Bologna. Il menù è tutto a base di carne vegana prodotta della startup spagnola Heura Food, fornitrice della materia prima anche dei cinque nuovi piatti introdotti in tutti i 27 locali (sparsi in 15 città) della catena. L’azienda spagnola, nata nel 2017 in un coworking di Barcellona per iniziativa di due giovanissimi ‘’food changers’’ (la definizione è loro), e finanziata in crowdfunding per oltre 4 ml di euro, oggi esporta in oltre 10 paesi con una produzione tutta ispirata ai valori della cucina mediterranea.
  • Lindt ha lanciato due nuove tavolette di cioccolato vegano a gennaio in Inghilterra in occasione
    di Veganuary. Prodotte usando latte d’avena e pasta di mandorle, per ricreare la cremosità del
    cioccolato al latte, saranno vendute sia presso i punti vendita Sainsbury sia online, attraverso il sito web di Lindt e Amazon. L’annuncio segue di qualche mese il lancio sul mercato tedesco della nuova linea di cioccolato Hello, in tre varianti, anche in questo caso prodotta usando esclusivamente latte d’avena, secondo tanti il più eco-friendly tra i sostituti del latte.
  • Starbucks, a partire da gennaio,  eliminerà il sovrapprezzo fino a ieri applicato sui sostituti
    del latte vegano in tutti i suoi 1.020 negozi nel Regno Unito. La catena si è impegnata a non addebitare più costi aggiuntivi per tutte e cinque le sue opzioni di latte a base vegetale, tra cui avena, mandorle, cocco, soia e l’amatissimo Starbucks Original Nut Blend, basato su una miscela di latte di riso, nocciole e anacardi e arricchito con vitamine B12, B2, E e D2.
  • H&M ha collaborato con PETA (People for the Ethical Treatment of Animals) per il lancio
    di una collezione di moda vegana, chiamata “Co-Exist Story”. Ogni pezzo porta l’etichetta “PETA-Approved Vegan”, ovvero capi che non usano prodotti animali. La collezione è realizzata con 3 tessuti innovativi: FLWRDWN, un materiale cellulosico ottenuto dai fiori; VEGEA un materiale realizzato dagli scarti d’uva e infine ECONYL, una fibra creata dal nylon riciclato.
  •  

In sintesi: i consumatori scelgono una dieta più naturale e sostenibile e l’Europa guida l’innovazione rispondendo alla crescita della domanda di proteine alternative.

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